Vista esterna di edificio moderno con schermature solari tecniche e vetrate, mostrando l'integrazione architettonica e l'efficienza energetica
Pubblicato il Maggio 20, 2024

Contrariamente alla credenza comune, non tutte le schermature solari migliorano la Classe Energetica: il software di calcolo APE considera solo soluzioni mobili, certificate e con specifici parametri tecnici.

  • Solo le schermature mobili (tapparelle, veneziane, tende a bracci) vengono valutate positivamente; le strutture fisse sono ignorate.
  • Il fattore solare totale (gTot) e l’orientamento (Sud/Ovest) sono i parametri discriminanti che determinano il reale impatto sul calcolo.

Recommandation: Verificare sempre la certificazione di prodotto (gTot e classe prestazionale) prima dell’acquisto per garantire la validità ai fini APE e delle detrazioni fiscali.

La redazione di un Attestato di Prestazione Energetica (APE) è un passaggio burocratico denso di tecnicismi, spesso percepito come un mero costo obbligatorio per la vendita o l’affitto di un immobile. Molti proprietari, nel tentativo di migliorare la valutazione, investono in soluzioni come le schermature solari, confidando in un automatico balzo di classe energetica. L’idea è intuitiva: meno sole entra, meno si usa il condizionatore, migliore sarà la classe. Si sente parlare di tende tecniche, tapparelle di ultima generazione e persino di pellicole per vetri.

Tuttavia, la realtà è governata da una rigida logica computazionale. I software utilizzati dai certificatori energetici non ragionano per “buon senso”, ma applicano algoritmi basati su normative precise, dove ogni elemento dell’involucro edilizio è un dato di input. La questione, quindi, non è *se* una tenda blocca il sole, ma *come* le sue caratteristiche tecniche vengono tradotte in un valore numerico che influenzerà l’indice di prestazione finale.

Se la vera chiave per la valorizzazione dell’immobile non fosse l’installazione di una schermatura qualsiasi, ma la comprensione dei parametri che il sistema di calcolo è programmato per riconoscere? Questo articolo non si limiterà a elencare i benefici delle tende, ma analizzerà con un approccio formale e normativo i criteri esatti che determinano l’impatto delle schermature solari sul calcolo dell’APE. Esamineremo perché alcune soluzioni sono considerate un valido contributo energetico mentre altre risultano del tutto irrilevanti ai fini della certificazione.

Per navigare con chiarezza in questa materia tecnica, abbiamo strutturato l’analisi in punti chiave. Il sommario seguente vi guiderà attraverso i parametri fondamentali, le normative di riferimento e le distinzioni cruciali per compiere scelte informate e formalmente valide.

Cosa significa questo codice nella certificazione e come abbassarlo con le tende?

Nel verbale di certificazione APE, il parametro chiave per la prestazione estiva è l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile per la climatizzazione estiva, noto come EPgl,nren,es. Questo “codice” non è altro che un valore numerico che quantifica il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile richiesta per mantenere l’immobile a una temperatura confortevole durante l’estate. L’unità di misura è espressa in kWh/m²/anno in relazione alla superficie utile di riferimento.

In termini semplici, più basso è il valore di EPgl,nren,es, migliore è la performance energetica dell’edificio in estate e, di conseguenza, migliore sarà la sua classe energetica. L’obiettivo di ogni intervento di efficientamento è quindi abbassare questo indice. Le schermature solari tecniche agiscono direttamente su questo fronte, limitando l’apporto di calore dovuto all’irraggiamento solare attraverso le superfici vetrate.

L’efficacia di questo intervento è misurabile. Studi di settore dimostrano che l’installazione di schermature solari performanti può abbattere il consumo elettrico per il condizionamento in modo significativo. Una tenda esterna, ad esempio, è in grado di ridurre l’apporto di calore fino al 90%, un contributo energetico che il software di calcolo traduce in una drastica riduzione del valore EPgl,nren,es. Questo perché il sistema impedisce alla radiazione solare di raggiungere e surriscaldare il vetro, agendo come una vera e propria barriera preventiva.

Pertanto, agire sull’indice EPgl,nren,es tramite schermature non è un’ipotesi, ma un intervento tecnico con un impatto quantificabile e direttamente verificabile nel risultato finale dell’APE.

Perché solo le schermature mobili sono conteggiate positivamente nel software di calcolo?

Un punto cruciale, e spesso fonte di equivoci, è la distinzione che la normativa fa tra schermature solari “mobili” e “fisse”. Ai fini del calcolo della prestazione energetica estiva, il software considera come contributo positivo unicamente le schermature mobili. Questa categoria include sistemi come tapparelle, persiane, veneziane esterne e tende a bracci, ovvero tutti quei dispositivi che possono essere aperti, chiusi o regolati dall’utente a seconda delle necessità.

La logica normativa alla base di questa scelta è la flessibilità. Una schermatura mobile permette di gestire l’apporto solare in modo dinamico: può bloccare la radiazione solare durante le calde giornate estive per ridurre il carico sul condizionatore e, viceversa, può essere ritratta durante l’inverno per massimizzare gli apporti solari gratuiti e diminuire il fabbisogno di riscaldamento. Le strutture fisse, come i frangisole non regolabili o le pellicole solari applicate permanentemente al vetro, non offrono questa versatilità e vengono quindi escluse dal calcolo del beneficio estivo, in quanto il loro effetto non è modulabile.

Questo paragrafo introduce il concetto delle schermature mobili. Per illustrare chiaramente cosa si intende per sistema mobile e regolabile, l’immagine seguente mostra un esempio di veneziane esterne motorizzate.

Come si può osservare, la capacità di regolare l’inclinazione delle lamelle consente un controllo preciso della luce e del calore. Oltre alla mobilità, la normativa impone un ulteriore requisito tecnico: le schermature, per essere considerate valide, devono possedere una prestazione energetica di classe 2 o superiore secondo la norma UNI EN 14501:2006. Questo garantisce che il prodotto abbia un’efficacia certificata.

Il seguente quadro sinottico chiarisce la classificazione e il diverso impatto ai fini del calcolo APE.

Classificazione delle schermature in base alla mobilità e impatto sul calcolo APE
Tipologia Mobilità Impatto calcolo APE Esempi
Schermature mobili Positivo (considerato) Tapparelle, tende a bracci, veneziane
Schermature fisse No Nullo/negativo Frangisole fissi, pellicole solari

Ignorare questo principio porta a investimenti che, sebbene possano aumentare il comfort, hanno un contributo energetico nullo ai fini della certificazione formale dell’immobile.

Perché le tende a Nord non contano nulla per la classe energetica estiva?

Un altro parametro discriminante nella logica computazionale dell’APE è l’orientamento delle superfici vetrate. Mentre è intuitivo proteggere le finestre esposte a Sud e Ovest, che ricevono il massimo irraggiamento solare nelle ore più calde della giornata, sorge spesso la domanda sull’utilità delle schermature a Nord. Ai fini del calcolo della prestazione energetica estiva, la risposta è netta: le schermature installate a Nord hanno un impatto nullo o trascurabile.

La ragione è puramente fisica. L’algoritmo di calcolo dell’APE si concentra sul picco del carico termico estivo, che si verifica quando l’irradiazione solare è più intensa e diretta. L’esposizione a Nord, nell’emisfero boreale, riceve solo luce diffusa e quasi mai radiazione solare diretta durante i mesi estivi. Di conseguenza, il contributo al surriscaldamento dell’edificio da parte delle finestre a Nord è considerato marginale dal software di certificazione. Investire in una tenda tecnica per una finestra esposta a Nord, pur potendo offrire benefici in termini di privacy o controllo della luce, non produrrà una variazione apprezzabile dell’indice EPgl,nren,es.

Le esposizioni più critiche e sulle quali l’intervento è più efficace sono, in ordine di priorità: Sud, Ovest ed Est. Le esposizioni verso Nord-Est e Nord-Ovest possono avere una certa rilevanza nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, ma l’impatto rimane comunque inferiore rispetto agli altri orientamenti. Per massimizzare il ritorno sull’investimento in termini di miglioramento della classe energetica, è fondamentale concentrare gli sforzi dove il problema è maggiore.

Piano d’azione: Mappa di priorità per l’investimento in schermature

  1. Sud e Ovest: Identificare tutte le vetrate con questi orientamenti. L’installazione di schermature qui ha la priorità massima e il ritorno più elevato sul calcolo APE.
  2. Est: Valutare le superfici vetrate esposte a Est. L’impatto sul calcolo è moderato ma comunque significativo per la prestazione estiva.
  3. Nord: Riconoscere che le vetrate a Nord hanno un impatto quasi nullo sul calcolo APE estivo. L’investimento qui non è giustificato da obiettivi di efficienza energetica certificata.
  4. Analisi vetri esistenti: Verificare le prestazioni dei vetri. Se sono datati e poco performanti (alto fattore solare), una schermatura diventa ancora più cruciale, anche per il semplice comfort termico.
  5. Definizione del budget: Allocare il budget prioritariamente sulle esposizioni critiche (Sud, Ovest) per garantire un miglioramento tangibile della classe energetica.

In conclusione, la strategia di schermatura deve essere chirurgica, focalizzata sulle esposizioni che il modello di calcolo riconosce come problematiche, evitando così spese inefficaci ai fini della certificazione.

È possibile passare dalla classe D alla C installando solo tende tecniche?

Questa è la domanda fondamentale per molti proprietari: un singolo intervento sulle schermature solari può concretamente determinare un salto di classe energetica, ad esempio da una D a una C? La risposta è: sì, è tecnicamente possibile, ma a condizioni molto specifiche. Il passaggio di classe non è garantito e dipende da una serie di fattori interconnessi che il software di calcolo valuta in modo combinato.

Il meccanismo si basa sul rapporto tra l’indice di prestazione energetica dell’edificio reale (EPgl,nren) e quello di un “edificio di riferimento” con le stesse caratteristiche geometriche ma con prestazioni standard definite per legge. Per migliorare la classe, è necessario ridurre significativamente il proprio EPgl. L’installazione di schermature solari può essere l’intervento decisivo se l’edificio presenta ampie superfici vetrate esposte a Sud e/o Ovest e se la sua performance estiva è il “tallone d’Achille” della sua classe energetica complessiva.

Questo confronto termografico illustra visivamente la differenza di temperatura su una facciata con e senza schermature, evidenziando il potenziale di raffrescamento.

Il parametro tecnico più importante in questo contesto è il fattore solare totale (gTot), che misura la percentuale di energia solare che entra in un ambiente attraverso una finestra protetta da una schermatura. Un valore di gTot basso indica un’elevata efficacia della schermatura. Per essere efficace ai fini APE e per l’accesso agli incentivi, una schermatura deve avere un valore gTot molto basso, idealmente inferiore a 0,35. L’installazione di tende con un gTot eccellente (es. 0,10) su grandi vetrate può ridurre l’indice di prestazione estiva in modo così drastico da compensare altre carenze dell’involucro e consentire il passaggio alla classe superiore.

La norma UNI EN 14501 classifica l’efficacia delle schermature in base al loro gTot, come illustrato nella seguente tabella.

Classificazione del fattore solare gTot secondo UNI EN 14501:2006
Classe Valore gTot Comfort termico Idoneità incentivi
Classe 0 ≥0.50 Minimo Non idoneo
Classe 1 0.35-0.50 Basso Non idoneo
Classe 2 0.15-0.35 Buono Idoneo Ecobonus
Classe 3 0.10-0.15 Ottimo Idoneo
Classe 4 <0.10 Eccellente Idoneo

In sintesi, il salto di classe è un risultato raggiungibile non con una tenda qualsiasi, ma attraverso un intervento mirato con prodotti certificati e altamente performanti, applicati dove l’edificio ne ha più bisogno.

Perché nelle case nuove le schermature solari sono obbligatorie per legge?

L’importanza delle schermature solari non è solo una questione di buone pratiche per l’efficienza energetica, ma è sancita da un preciso obbligo di legge per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti. Questo requisito è stato introdotto per garantire che gli edifici moderni, spesso caratterizzati da ampie vetrate e un’elevata coibentazione, non si trasformino in “serre” durante l’estate, vanificando i benefici dell’isolamento termico invernale.

La normativa di riferimento è il Decreto Ministeriale del 26 giugno 2015, noto come “Decreto Requisiti Minimi”. Questo decreto stabilisce le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definisce le prescrizioni e i requisiti minimi per gli edifici. Tra questi, impone una verifica specifica sul controllo del surriscaldamento estivo.

Come sottolinea formalmente il Ministero dello Sviluppo Economico, il decreto ha l’obiettivo di definire un quadro normativo completo per la progettazione di edifici a elevate prestazioni energetiche.

Il decreto del 26 giugno 2015 reca ‘Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici’.

– Ministero dello Sviluppo Economico, Decreto Requisiti Minimi

Nello specifico, la legge impone che, per tutte le superfici vetrate con un’esposizione da Est a Ovest passando per Sud, il valore del fattore solare totale (ggl+sh) deve essere inferiore o uguale a 0,35. Questo valore rappresenta il fattore solare del solo vetro (ggl) combinato con l’effetto della schermatura solare (sh). Poiché la maggior parte dei vetri moderni ha un fattore solare proprio superiore a 0,35, il rispetto di questo limite normativo è quasi sempre impossibile senza l’installazione di una schermatura solare mobile esterna. Di fatto, questo rende le schermature un componente obbligatorio nella progettazione di edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building).

L’obbligo di legge non è quindi un capriccio burocratico, ma una necessità tecnica per garantire il comfort abitativo e la coerenza energetica dell’edificio durante tutto l’anno, prevenendo il paradosso di un edificio ben isolato dal freddo ma invivibile per il caldo.

Perché ignorare il valore gTot può far rifiutare la tua pratica ENEA?

Al di là dell’impatto sulla classe energetica APE, il valore del fattore solare totale (gTot) assume un’importanza cruciale e formale quando si intende accedere agli incentivi fiscali come l’Ecobonus. La trasmissione della pratica all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) è un processo rigoroso che richiede documentazione precisa. Ignorare o dichiarare un gTot non corretto è una delle principali cause di rifiuto della pratica e di conseguente perdita del diritto alla detrazione.

L’ENEA richiede che la schermatura solare installata possegga una classe di prestazione energetica pari almeno a 2, secondo la norma UNI EN 14501, il che corrisponde a un valore di gTot inferiore a 0,35. Per comprovare tale requisito, non è sufficiente una semplice dichiarazione sull’onore; è necessario allegare alla pratica la certificazione ufficiale del produttore. Questo documento deve attestare in modo inequivocabile il valore di gTot della combinazione tra la specifica schermatura e il tipo di vetro su cui è installata (solitamente un vetro C di riferimento secondo la norma).

Una documentazione incompleta, una fattura non “parlante” (ovvero priva di una descrizione tecnica dettagliata del prodotto e della sua posa in opera) o l’assenza della marcatura CE del prodotto sono tutti elementi che possono invalidare la richiesta. La procedura ENEA è una validazione formale: ogni dato deve essere supportato da un documento probatorio. Per evitare il rigetto della pratica, è fondamentale seguire una procedura meticolosa sia prima che dopo l’installazione.

Piano d’azione: Validare la pratica ENEA per le schermature solari

  1. Verifica preliminare: Richiedere al fornitore la dichiarazione del produttore con il valore gTot calcolato secondo la norma UNI EN 14501 e la certificazione della classe prestazionale (minimo classe 2).
  2. Acquisto e fatturazione: Assicurarsi che la fattura sia “parlante”, con una descrizione dettagliata del modello di schermatura e la dicitura relativa alla conformità con le normative per l’Ecobonus.
  3. Controllo del prodotto: Verificare la presenza della marcatura CE sul prodotto installato, che ne attesta la conformità agli standard europei di sicurezza e prestazione.
  4. Compilazione della pratica: Inserire con la massima precisione tutti i dati richiesti nella scheda descrittiva dell’intervento sul portale ENEA, allegando tutta la documentazione necessaria.
  5. Rispetto delle scadenze: Inviare la pratica ENEA tassativamente entro 90 giorni dalla data di fine dei lavori o dal collaudo.

In definitiva, il gTot non è solo un dato tecnico per addetti ai lavori, ma il parametro chiave che sblocca il valore economico dell’investimento attraverso gli incentivi fiscali. Trascurarlo significa rischiare di trasformare un investimento intelligente in una spesa a fondo perduto.

In sintesi

  • L’impatto sull’APE dipende da parametri tecnici (mobilità, gTot, orientamento), non dal semplice fatto di installare una tenda.
  • Solo le schermature mobili e certificate con classe prestazionale ≥ 2 vengono considerate positivamente dal software di calcolo.
  • L’orientamento è decisivo: l’efficacia massima si ha a Sud e Ovest, mentre a Nord l’impatto ai fini del calcolo APE è quasi nullo.

Le tende interne possono migliorare la classe energetica APE della casa?

Una domanda ricorrente riguarda l’efficacia delle tende interne (a rullo, a pacchetto, veneziane interne) ai fini del miglioramento della classe energetica. Sebbene contribuiscano innegabilmente al comfort visivo, alla privacy e a una certa mitigazione del calore, la loro capacità di influenzare positivamente il calcolo APE è estremamente marginale, se non nulla.

La ragione è fisica e legata alla loro posizione. Una tenda interna agisce quando la radiazione solare ha già attraversato il vetro, surriscaldandolo. Il calore si accumula quindi tra il vetro e la tenda, venendo poi irradiato all’interno dell’ambiente. Una schermatura esterna, al contrario, blocca la radiazione prima che essa raggiunga il vetro, prevenendo alla radice il surriscaldamento. La differenza di efficacia è sostanziale: una tenda esterna può bloccare fino al 90% del calore, mentre una interna si ferma tipicamente a un valore molto inferiore, spesso non superando il 50%.

Questo divario prestazionale si riflette direttamente nei parametri di calcolo. Il valore di gTot per una soluzione con tenda interna è quasi sempre molto più alto rispetto a una esterna, spesso al di sopra della soglia di 0,35 richiesta per essere considerato un intervento efficace. Di conseguenza, il software di calcolo APE assegna a queste soluzioni un contributo quasi irrilevante.

La seguente tabella mette a confronto diretto le prestazioni tipiche delle due soluzioni, evidenziando perché il loro impatto sul certificato energetico sia così diverso.

Confronto prestazionale: tende esterne vs. tende interne
Parametro Tenda esterna Tenda interna
gTot tipico 0.10 0.45
Blocco radiazione Prima del vetro Dopo il vetro
Impatto su APE Significativo Marginale
Cambio classe energetica Possibile Improbabile
Funzione principale Efficienza energetica Comfort visivo/privacy

In conclusione, considerare le tende interne come uno strumento per migliorare la classe APE è un errore di valutazione. La loro funzione è primariamente legata all’arredo e al comfort abitativo, non all’efficienza energetica certificata, che rimane appannaggio quasi esclusivo delle schermature esterne.

Come le tende interne possono ridurre la bolletta del condizionatore del 25%?

Sebbene l’impatto delle tende interne sulla classe energetica APE sia, come analizzato, marginale, ciò non significa che esse siano prive di benefici energetici. La domanda se possano ridurre la bolletta del condizionatore merita una risposta sfumata. Un obiettivo del 25% è certamente ottimistico e raggiungibile solo in condizioni ideali, ma un risparmio tangibile è possibile, a patto di utilizzare il prodotto giusto nel modo corretto.

Il loro meccanismo, pur essendo meno efficiente di quello delle tende esterne, permette comunque di riflettere una parte della radiazione solare che ha già attraversato il vetro. Questo riduce la quantità totale di calore che entra nella stanza, alleggerendo il lavoro del condizionatore. Per massimizzare questo effetto, è cruciale la scelta del materiale e del colore: tessuti chiari o con un lato metallizzato rivolto verso la finestra sono molto più efficaci nel respingere il calore rispetto a tessuti scuri, che tendono ad assorbirlo e a irradiarlo nell’ambiente. Soluzioni innovative come le tende cellulari (o a nido d’ape) offrono un isolamento superiore grazie alla loro struttura che intrappola l’aria.

L’immagine seguente mostra il dettaglio di una tenda cellulare, la cui struttura alveolare è progettata per un migliore isolamento termico.

Inoltre, l’efficacia dipende dall’uso. Tenere le tende interne chiuse durante le ore di picco solare (indicativamente dalle 11:00 alle 16:00) è una pratica a costo zero che può fare la differenza. Interessante notare che il loro beneficio non si esaurisce in estate: durante l’inverno, le stesse tende possono contribuire a ridurre i costi di riscaldamento fino al 10%, agendo come una barriera aggiuntiva contro la dispersione del calore interno verso l’esterno. Un uso consapevole e strategico trasforma quindi una tenda interna da semplice elemento d’arredo a strumento attivo di gestione energetica.

Per sfruttare al meglio questi dispositivi, è utile rivedere le strategie di utilizzo che ne massimizzano i benefici reali.

Per affrontare la redazione di un APE o un progetto di efficientamento, l’approccio corretto non è inseguire valori di marketing, ma comprendere i parametri tecnici e normativi. Valutare ogni soluzione con un metro oggettivo è il primo passo per un investimento realmente efficace e certificabile.

Scritto da Elena Moretti, Elena Moretti è una Maestra Artigiana specializzata nella lavorazione di tessuti d'arredo di alta gamma come lino e velluto. Formatasi nei distretti tessili storici italiani, oggi dirige un laboratorio di confezione sartoriale per residenze di lusso. Vanta 25 anni di esperienza nella creazione di tendaggi su misura e nella cura dei materiali pregiati.